Anthem 1
In questa formazione sono entrato perché ero compagno di scuola di Giovanni Tarquini, feci una prova con loro nel “box” -  si proprio quelli con i cartoni delle uova - e fui accettato come bassista. La mia prima band. 16 anni, un basso Eko pagato 100.000 Lire ovviamente da Cherubini, da Luciano Serani, color legno scuro. Ho scoperto che Saturnino Celani ha cominciato con lo stesso basso, con risultati completamente differenti dai miei…

Toni Impeduglia alla batteria, Giovanni Tarquini alla chitarra, Vincenzo Misceo alla voce, Pierluigi Calabretta alla chitarra ritmica, Andrea Petricca alle tastiere.
Loro al tempo si chiamavano Talgem ma cambiammo nome quando entrai io.
Abbiamo preparato un materiale originale che metteva tutte le esperienze personali, i gusti anche remoti, dentro ogni pezzo. Una fusion-rock-funk-prog che non aveva un riferimento specifico, forse questa era proprio la loro forza, nonostante fossimo asciutti di parti e piani sonori, il suono era pieno, la ritmica precisa e potente, armonie efficaci tra chitarre e tastiere e la voce di VIncenzo che reclamava spazio con la potenza e il timbro. Tre o quattro passaggi da ricordare:

  • la nostra prima registrazione nello studio della Serpiente latina con Vito Zaccaria. registrammo un brano strumentale “ 4:26 “ -  fusion un po Spyro Gyra con tutti i dovuti rapporti  - They’ll never never know “ una ballad con un ritornello non cantato un po bossa nova (?)…vabbé. Poi “When You “ che era già un pezzo ben scritto con un intermezzo musicale suonato da un quartetto di fiati ( si aggiunse alla registrazione Gianni Spica al trombone ).
  • Concerto nella scuola Verrazzano a Cinecittà, una gara tra band liceali che vincemmo perché portammo un pezzo strumentale dei DIxie Dregs (!), un brano di Alan Parson  “ I wouldn’t wanna be like you” e non ricordo quali brani di nostra composizione, dovrebbe essere proprio 4:26.
    Infatti c’era una band rock veramente già matura, gli Iceberg con Claudio Cera alla chitarra e non ricordo il nome degli altri componenti, fortissimi, preparatissimi ma fecero l’errore di suonare ancora dopo aver finito e furono retrocessi. Non ci sarebbe stata partita. Poi c’erano i nostri amici “Cinecity Acids” con Giancarlo Compagnino, Marco Conidi, Andrea Bosca, Orlando Filosa, il compianto Sergio Maltese.
  • Prove nell’appartamento di Giovanni con volumi da stadio, tornò in anticipo la mamma di Giovanni che entrò gridando e noi pavidi scappammo in terrazza, valutando l’idea di calarci dal pluviale…
  • Concerto a Torvajanica, piu o meno 1982, dove suonammo con la sezione fiati ! Un passaggio importante per il futuro della band e addirittura del mio percorso privato. Mandai una cassetta a Giancarlo Troiani, segnalato da un amica comune,  e ci chiamò, conobbi qui il mio attuale cognato Paolo Fiorentini. Quindi Rosalba parte da molto lontano, anche se non la conobbi in quella occasione.

Anthem 2

La seconda formazione vede l’ingresso di Massimiliano Sanna alle tastiere. Con questa formazione cominciano “le serate nei locali “ che era una esperienza molto diversa da quella odierna. La svolta arriva quando apre il Big Mama, forse il primo locale di un certo tipo, con una programmazione, con dei gestori veri che non casualmente sono ancora alla guida del locale dopo 40 anni. Noi siamo tra le prima band di musica originale a suonare in questo tempietto della musica romana, forse facciamo anche i primi sold out del locale, un odore ed una atmosfera che ancora ricordo. Suonare al Big Mama attira altri locali nascenti, Grigio Notte, Manuia, che addirittura ci scritturano…no il Manuia
non lo abbiamo fatto non c’entravamo in 5…

CI chiamò anche il Blue Monk di Tivoli, forse le serate che ricordo con più affetto perché l’atmosfera era fenomenale in questo vecchio mulino a pietra forse medievale, dove i panini e la birra erano i piu buoni del Lazio, dove c’era tantissima gente ogni sera, per giunta sconosciuta a noi, il compianto Paolo era una persona fantastica che ci diceva che non eravamo musicisti buoni perché bevevamo troppo poco. La paga era circa 600.000 lire, davvero molto rispetto ad oggi, ed era normale.

Vincenzo ad un certo punto da forfait, lo sostituiamo con Flavio De Leonardis che si prende uno spazio diverso da quello di Vincenzo, meno istintivo ma molto pulito, piu pop, meno rock. IL repertorio però pur crescendo resta inalterato come senso, c’è continuità e questo era il nostro obiettivo, mantenere la rotta. Facciamo pop, con venature funk, nascono i primi gruppi di techno pop e la new wave, Duran, Spandau , Kajagoogoo, son i nostri riferimenti.

Le prove due volte a settimana al mitico City Sound di Massimo di Poce (che dopo 40 anni è mio vicino di casa ), concerti di nuovo al Big Mama. Un video girato in pellicola con l’Istituto di cinematografia di Stato Roberto Rossellini, girato dal nostro amico Bruno Maltese, con la regia di Andrea Marfori e la partecipazione di Eugenia Di Napoli come protagonista della storia, girato al Big Mama. La canzone la registrammo con Stefano Cobelli nel suo studio Odeon a Via Etruria a Roma…. continua

Anthem 3

Questa è la terza formazione che vede l’ingresso di Giancarlo Troiani alle tastiere ed il ritorno di VIncenzo MIsceo alla voce. Questa è la fase piu matura della band, Giancarlo porta ordine e pulizia nelle armonie e Vincenzo riporta una certa aggressività, anche nelle ballad l’approccio è più rock. Registriamo un primo disco che non vedrà mai la luce, c’era del materiale interessante, in linea con il mainstream del momento in Europa ma non nella già morente discografia italiana che tutelava i prodotti che aveva già creato e non incentivava il progresso. Arrivò anche alle orecchie di Giorgio Moroder che si era reso disponibile per una produzione che però mai si concretizzò. Questa fase porta alla chiusura del progetto Anthem che apre nel 1988 ad un nuovo progetto: Missing LInk. Questo progetto non vivrà mai in Italia, nasce a Londra, dove io Giovanni e Toni ci trasferimmo nel 1988. Un power trio che riscuote un certo apprezzamento, specialmente in alcuni locali. Ricordo con affetto in particolare il Rock Garden, dove firmammo un guest book che conteneva la storia della musica britannica e dove sentivamo la nostra musica come mai avevamo ascoltato. Ricordo che trovai una ventina di persone al bagno che ci aspettavano, io temevo per menarci e che invece volevano complimentarsi. Considerando che non li conoscevamo fu una bella soddisfazione. Poi ricordo ancora un’altra venue dove suonammo all’ora di pranzo , nella city, suonammo i nostri brani per i distratti impiegatissimi in pausa pranzo ( e birra ), un locale che aveva le cameriere in topless ! impensabile per la nostra cultura bacchettona. Collaboravamo al tempo con un lead singer, Simon Taylor, che in questa occasione non riuscì ad esprimersi al meglio e scomparve per qualche giorno.

Io lasciai la band perché non riuscivo ad esprimermi al meglio, feci qualche provino ed una data memorabile dove suonai 4 pezzi con una band esordiente che per uno strano scherzo del destino, aprì inconsapevolmente la data zero riservata al fan club del tour dei Tin Machine, inutile dire che al cambio palco lo capimmo e quando il Duca davvero in bianco mi passò vicino…

Feci un brano con Jon Moss , batterista dei Culture Club, giocando con una drum machine ed un synth confezionammo un brano che dopo due anni mi fece ascoltare in demo cantato da Boy George, purtroppo non sono più riuscito ad entrare in contatto con Jon dopo il 1991 e non sono riuscito ad avere una copia di quella cassetta.

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