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Anthem 3

Questa è la terza formazione che vede l’ingresso di Giancarlo Troiani alle tastiere ed il ritorno di VIncenzo MIsceo alla voce. Questa è la fase piu matura della band, Giancarlo porta ordine e pulizia nelle armonie e Vincenzo riporta una certa aggressività, anche nelle ballad l’approccio è più rock. Registriamo un primo disco che non vedrà mai la luce, c’era del materiale interessante, in linea con il mainstream del momento in Europa ma non nella già morente discografia italiana che tutelava i prodotti che aveva già creato e non incentivava il progresso. Arrivò anche alle orecchie di Giorgio Moroder che si era reso disponibile per una produzione che però mai si concretizzò. Questa fase porta alla chiusura del progetto Anthem che apre nel 1988 ad un nuovo progetto: Missing LInk. Questo progetto non vivrà mai in Italia, nasce a Londra, dove io Giovanni e Toni ci trasferimmo nel 1988. Un power trio che riscuote un certo apprezzamento, specialmente in alcuni locali. Ricordo con affetto in particolare il Rock Garden, dove firmammo un guest book che conteneva la storia della musica britannica e dove sentivamo la nostra musica come mai avevamo ascoltato. Ricordo che trovai una ventina di persone al bagno che ci aspettavano, io temevo per menarci e che invece volevano complimentarsi. Considerando che non li conoscevamo fu una bella soddisfazione. Poi ricordo ancora un’altra venue dove suonammo all’ora di pranzo , nella city, suonammo i nostri brani per i distratti impiegatissimi in pausa pranzo ( e birra ), un locale che aveva le cameriere in topless ! impensabile per la nostra cultura bacchettona. Collaboravamo al tempo con un lead singer, Simon Taylor, che in questa occasione non riuscì ad esprimersi al meglio e scomparve per qualche giorno.

Io lasciai la band perché non riuscivo ad esprimermi al meglio, feci qualche provino ed una data memorabile dove suonai 4 pezzi con una band esordiente che per uno strano scherzo del destino, aprì inconsapevolmente la data zero riservata al fan club del tour dei Tin Machine, inutile dire che al cambio palco lo capimmo e quando il Duca davvero in bianco mi passò vicino…

Feci un brano con Jon Moss , batterista dei Culture Club, giocando con una drum machine ed un synth confezionammo un brano che dopo due anni mi fece ascoltare in demo cantato da Boy George, purtroppo non sono più riuscito ad entrare in contatto con Jon dopo il 1991 e non sono riuscito ad avere una copia di quella cassetta.

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